Città Digitali: la metodologia
ARPA-L è il metodo di indagine utilizzato per "Città Digitali", oltre 120 indicatori, rinnovati e attualizzati di anno in anno.
L'indagine "Città Digitali" basa la sua analisi su un innovativo metodo di rilevazione diretta dei siti Internet di regioni, province e città italiane. Fino al 1999 la metodologia di indagine di "Città Digitali" era basata sull'invio di questionari ai responsabili dei siti Internet delle pubbliche amministrazioni locali. Dal 2000, con la crescita della presenza dei siti Internet e dell'interesse generale sul fenomeno, si è deciso di trasformare l'indagine ricorrendo al metodo dell'analisi diretta sui siti Internet istituzionali, che viene condotta da un gruppo di esperti della materia
L'universo di riferimento per l'indagine sulle "Città Digitali in Italia" è costituito dalle Regioni, dalle Province e da tutti i comuni italiani con più di 5.000 abitanti. Il campione è statisticamente rappresentativo dell'universo di indagine. Le unità di indagine sono le seguenti:
- Universo completo delle 20 Regioni;
- Universo completo delle 102 Province;
- Universo completo dei 103 Comuni capoluogo di provincia;
- Campione statistico dei comuni italiani con più di 5.000 abitanti (365 comuni per un universo di 2.272 comuni)
Per l'indagine viene applicato il metodo di analisi parametrica ARPA-L (Analisi delle Reti della Pubblica Amministrazione Locale). I siti vengono analizzati sulla base di oltre 120 indicatori, che contribuiscono in vario modo alla formazione di sei indici settoriali:
- Contenuti istituzionali e trasparenza amministrativa;
- Qualità e interattività dei servizi;
- Usabilità e accessibilità;
- Cooperazione, relazionalità e communities;
- Marketing territoriale;
- Professionalizzazione dei dispositivi tecnologici
Ogni anno il set degli indicatori viene modificato sulla base del patrimonio di conoscenze accumulato e di nuovi fenomeni o definizioni che si stanno affermando nel settore. Nel 2002, ad esempio, i servizi on line sono apparsi il settore su cui si concentra il maggiore interesse e su cui di conseguenza convergono gran parte delle ricerche e si concentrano gli sforzi di innovazione degli enti territoriali. Gli indicatori relativi ai servizi sono stati declinati da quest'anno secondo i quattro livelli di interattività definiti dall'Unione europea. Questa azione rende più agevole cogliere le sfumature che distinguono i servizi puramente informativi (che non incidono sulla tradizionale modalità di erogazione) dai servizi transattivi (che richiedono una riorganizzazione complessiva del processo di produzione ed erogazione). Per i comuni capoluogo sono stati inoltre creati dodici indicatori specifici corrispondenti a dodici servizi ritenuti prioritari (tra gli ottanta definiti dal Dipartimento per l'Innovazione e le Tecnologie) allo scopo di indagarne l'attuale grado di diffusione. I criteri di selezione dei servizi oggetto di analisi sono stati l'individuazione dell'ente erogante (in questo caso il Comune capoluogo di provincia), la vastità del bacino di utenza coinvolto nell'erogazione, la possibilità di raggiungere i livelli 3 e 4 di interazione per quel servizio.
E' stata inoltre accentuata la presenza di indicatori relativi alla dimensione della partecipazione del cittadino alle dinamiche amministrative e di governo, nella convinzione che la predisposizione di strumenti quali newsletter, sondaggi on line, forum di discussione, chat tra i cittadini e con gli amministratori sia rivelatrice di trasparenza e apertura al cittadinoSono state sottoposti a revisione anche gli indicatori di accessibilità e usabilità, alla luce delle disposizioni contenute nelle linee guida di recente emanate dalla Funzione Pubblica, dall'AIPA e dalla Presidenza del Consiglio.
Torna su
