• Coordinate per lo sviluppo

Le città digitali

Cremona, la cooperazione e le tecnologie per un territorio innovativo

A Cremona la città digitale si costruisce attorno ad una forte tradizione alla cooperazione e fiducia verso le nuove tecnologie. La rete civica, il portale di servizi e la rete per la banda larga sono i pilastri di un processo di innovazione tra i più interessanti in Italia.

di Marta Pieroni

Cremona, la cooperazione e le tecnologie per un territorio innovativoDa alcuni anni a questa parte cittadini e imprese in Italia vivono in modo nuovo i rapporti con la pubblica amministrazione. Sono cresciute le aspettative, grazie al coinvolgimento sempre più frequente in programmi innovativi e la diffusione delle nuove tecnologie. La vivacità del contesto avvalora le possibilità future di cambiamento, in termini di miglioramento dei rapporti e nuove opportunità.
I cittadini ripongono dunque una crescente fiducia nei benefici connessi alle iniziative di riforma amministrativa. Si riscontra un diffuso interesse a veder soddisfatti bisogni nuovi: avere informazioni disponibili ventiquattro ore su ventiquattro, potersi rivolgere agli sportelli in orari inconsueti, godere di spazi per esprimere giudizi e proposte. Il cittadino sente di poter esigere il rispetto dei suoi diritti: ad essere informato e ad informarsi, a fruire dei servizi in tempi rapidi e in modalità "sostenibili". Le nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione sono un ausilio indispensabile per disegnare i nuovi tempi, i nuovi luoghi e i nuovi modi di interazione.
Anche tra le imprese si diffondono le nuove tecnologie, anche se permane una resistenza al loro uso in rete, per una difficoltà "culturale" a condividere le informazioni. Ma, specie in alcune zone d'Italia, è alta la consapevolezza della necessità di un cambiamento e la propensione ad aderire alle iniziative che le PA mettono in campo per animare il territorio e favorire la cooperazione.
Alcuni territori più di altri possono fruire già oggi dei vantaggi derivati da una cultura diffusa che favorisce iniziative "pionieristiche" e le rende best practice da condividere sul territorio nazionale. Cremona è uno di questi luoghi.

A Cremona, la tradizione alla cooperazione unita all'interesse per le nuove tecnologie hanno creato il terreno adatto per progetti, come la Rete Civica e il Portale e-cremona, in cui la pubblica amministrazione ha agito da animatore territoriale coinvolgendo enti pubblici, privati e cittadini in un processo innovativo. Tale impegno è stato possibile grazie ai legami che Comune e Provincia intrattengono con altri soggetti quali la Camera di Commercio, l'Associazione cremonese studi universitari, le aziende municipalizzate, rapporti che si sono consolidati nel tempo (a titolo d'esempio, l'AEM gestisce i servizi della città dal 1915).
Cremona ha negli ultimi anni puntato molto sulle tecnologie. Ha iniziato a programmare il suo sviluppo tecnologico prima di molte altre città e ne trae oggi i vantaggi trovandosi ad essere una delle città italiane più cablate. Avere avuto fiducia significa aver seguito per tempo il processo di innovazione piuttosto che rimanerne esclusi, o comunque arrivare in ritardo.

Nei primi anni '90 Comune, Provincia e Camera di Commercio di Cremona più altri soggetti pubblici e privati diedero vita ad un patto per lo sviluppo. L'obiettivo era consentire a Cremona di entrare pienamente nella società dell'informazione. Cremona si proponeva, in consonanza con gli stimoli derivanti dagli studi di RUR-Censis, quale "città digitale", città connessa e propensa all'uso delle ICT. Si stabiliva così la creazione di una rete civica per familiarizzare i cittadini con le nuove tecnologie e una rete in fibra ottica per offrire banda larga e quindi servizi.

La rete civica di Cremona (RCCR) è stata una delle prime esperienze in Italia: uno di quegli avvii "pionieristici" che hanno poi ispirato le altre sperimentazioni che a mano a mano hanno preso vita in Italia.
A Cremona gli obiettivi di crescita della relazionalità sul territorio e quelli di predisposizione di nuovi servizi sono andati di pari passo, nella convinzione che l'utilità per i cittadini esista solo laddove il singolo riconquista la sua centralità nel confrontarsi con una rete di soggetti pubblici e privati coordinati tra loro. Per questo motivo la rete civica ha trovato naturale evoluzione nel Portale e-cremona che si affianca ai siti istituzionali aderenti alla rete civica per offrire un punto unificato di fruizione di servizi. La nascita del portale dà nuovi contenuti alla cooperazione tra i vari soggetti impegnati nella rete civica: vengono coinvolte altre realtà, aumentano i servizi per cittadini e imprese, si costituisce appositamente una società di scopo, Net People, per la gestione del portale.
L'esempio di Cremona è interessante perché, in controtendenza rispetto ad altre realtà, la rete civica cremonese è rimasta una realtà viva nel corso degli anni. La nascita del portale ha potuto fare tesoro del patrimonio sociale, organizzativo e informativo della vecchia RCCR. Il "capitale sociale" accumulato consente di compiere un passo in avanti: dalla creazione della rete, degli spazi e servizi disponibili, alla co-progettazione del portale e dei servizi.
Il sito e-Cremona non è il sito istituzionale del Comune, quanto uno strumento messo a disposizione dal comune allo scopo di ampliare la conoscenza degli attori e delle opportunità sul territorio, per comunicare e scambiare opinioni, per fare proposte. Diventa uno strumento di governance. Confluiscono sul portale portatori di interesse ed erogatori di servizi che possono comunicare e cooperare tra loro. Il vantaggio per l'utente finale è evidente: il singolo non deve più andare alla ricerca di informazioni provenienti da fonti diversamente dislocate sul territorio e sul web, ma fa egli stesso parte di una comunità di interesse che trova in un luogo il proficuo incontro dei soggetti con cui deve relazionarsi e può fruire di efficaci strumenti di orientamento.

L'Unione europea dà grande rililevo all'obiettivo di garantire l'accesso ad Internet a banda larga per tutte le aziende, le scuole e le università entro il 2005. Reti ad alta velocità consentono scambi di dati e quindi più comunicazione e più servizi, garantendo la massima interattività. Diverse città come Cremona hanno in questi anni creato reti metropolitane a banda larga da collegare a reti nazionali e internazionali. La rapidità con cui si è potuta portare a compimento la cablatura del territorio cremonese dipende anche da condizioni specifiche del sottosuolo (in cui, con lungimiranza, l'AEM aveva negli anni '80 inserito tubature vuote nel corso degli scavi per posare le tubature del teleriscladamento dove si sono potuti inserire i nuovi cavi in fibra ottica). Oggi la rete è di oltre 100 chilometri e ogni zona della città è raggiunta dalla banda larga di nuova generazione. La società di scopo AEMcom è nata nel 1998 ed opera sul mercato delle telecomunicaizoni, anche come Internet Service Provider.

I nuovi strumenti non portano soltanto benefici nella relazione one-to-one con i potenziali fruitori dei servizi pubblici. La caratteristica più propria della telematica è la sua predisposizione alla creazione di reti: tra più amministrazioni, con altri soggetti privati, con e tra i cittadini. La rete è il modello a cui si ispirano i progetti di governance, attraverso cui si può sviluppare un più allargato sistema di dialogo tra governo e società civile.

Il governo elettronico del territorio rivela la sua parzialità in assenza di una coerente azione di recupero da parte della amministrazione della relazione con altri soggetti attivi ed erogatori di servizi, sia in senso verticale (coordinamento dei progetti su base regionale, provinciale, comunale) sia in senso orizzontale (camere di commercio, asl, università, scuole, privati). Sono, concretamente, diversi i soggetti che si confrontano con cittadini e imprese sul territorio, e i progetti richiedono investimenti, risorse che, attraverso collaborazioni, possono essere condivisi. I portali specialistici orientati ai servizi che stanno nascendo, come quello di Cremona, non possono per questo prescindere dall'attivare logiche di rete.
Questa nuova tendenza a "fare sistema" con processi di integrazione, collaborazione e coordinamento mediati dalle nuove tecnologie ben si concilia con le "parole d'ordine" della riforma amministrativa che promette a cittadini e imprese un accesso più immeditato e semplificato ai servizi.

La Rete Civica di Cremona

Il Portale e-Cremona



12 Gennaio 2006




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