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Sprint Macerata

Le nuove tecnologie di rete nelle PMI distrettuali della Provincia di Macerata

Il Progetto SPRINT Macerata: superare gli ostacoli che allontanano ancora le imprese dall'uso delle nuove tecnologie per avviare un processo di innovazione volto a potenziare il capitale umano e sociale.

di Valentina Piersanti

Le nuove tecnologie di rete nelle PMI distrettuali della Provincia di Macerata

Le criticità maggiori che si riscontrano in una recente indagine del Censis che ha coinvolto circa 350 piccole e medie imprese della provincia di Macerata sono quelle legate alle risorse umane, alla cultura imprenditoriale, alla collaborazione tra imprese e, solo in ultimo, all'uso di nuove tecnologie per la comunicazione e l'informazione. Al di là dello scarso ricorso a soluzioni tecnologiche avanzate, elemento che contraddistingue molte realtà industriali italiane, il maggior rischio di marginalità per una parte consistente delle imprese del comparto manifatturiero del maceratese deriva dalla capacità di investire nei fattori strategici per l'innovazione.

Il capitale umano e quello sociale del sistema imprenditoriale, l'accesso all'informazione unite alla capacità di collaborazione e di coordinamento tra i diversi attori del sistema economico provinciale si presentano come discriminanti incisive all'interno della società dell'informazione.
Nei territori distrettuali l'innovazione, ma più in generale la forza competitiva, dipende fortemente dalla capacità di valorizzare le risorse umane e di ispessire le relazioni interne. Le tecnologie giocano in questo un ruolo importante, sono un supporto, un prodotto e a volte il movente per la creazione di collaborazioni interaziendali.
Sono un supporto perché, se applicate a reti collaborative, facilitano lo scambio e accelerano i processi di messa in comune delle risorse.
Sono un prodotto perché, a fronte di bassi investimenti in IT a livello di singole aziende, si sta assistendo nelle aree distrettuali al fiorire di iniziative ad alto contenuto tecnologico sulla spinta di strategie interaziendali complesse.
Ed infine sono un movente, come del resto anche le azioni di marketing, commercializzazione, formazione e ricerca, perché la nascita di strutture associative è spesso legata al bisogno di ridurre le voci di costo in queste aree.

Le tecnologie di rete, agendo sulla circolazione di informazione e sulla messa in comune di conoscenze, hanno la capacità di accrescere il patrimonio condiviso, ma vanno ad impattare sulle barriere di natura culturale che impediscono la cooperazione e la nascita di strategie di sviluppo complessive. Per molte piccole imprese gli ostacoli principali che si frappongono alle dinamiche d'innovazione sono:

  • la scarsità di risorse finanziarie da dedicare alle tecnologie e alla ricerca, soprattutto legata al bisogno per le piccole imprese di percepire un riscontro immediato agli investimenti;
  • il timore degli imprenditori di perdere autonomia e competitività dalla diffusione di strumenti di comunicazione e di condivisione di informazioni e di conoscenza;
  • la mancanza di competenze e di risorse umane adeguate.

In questo contesto l'impianto del lavoro di ricerca all'interno dei distretti del maceratese assume un valore diverso, le 353 aziende coinvolte nella ricerca del Censis non mostrano solo un ritardo in termini di dotazione tecnologica, ma fanno emergere uno scenario in cui prevalgono debolezze molteplici: una bassissima percentuale di laureati e diplomati tra gli addetti, una terziarizzazione solo apparente delle funzione aziendali, livelli di investimenti molto bassi in ICT, una scarsa attenzione per i settori strategici di sviluppo.

L'obiettivo generale nonché il presupposto del Progetto SPRINT Macerata di cui questa ricerca è parte è quello di rendere il sistema produttivo locale più competitivo attraverso la diffusione delle nuove tecnologie della comunicazione e dell'informazione, potenziando le relazioni esistenti e sviluppandone di nuove, fino a dare vita ad un vero e proprio distretto produttivo digitale.
Il progetto nasce dalla collaborazione della Fondazione Censis con la Provincia di Macerata e, attraverso la partecipazione attiva dei soggetti intermedi, intende agire sulle dinamiche innovative distrettuali. L'innovazione all'interno dei distretti non può però essere identificata con la dotazione di nuove tecnologie a disposizione delle aziende ma deve essere piuttosto interpretata con un concetto più ampio che implica anche aspetti meno tangibili. La questione centrale non è quella di implementare l'uso di nuove tecnologie attraverso investimenti spot finalizzati ad incrementare la produttività del lavoro e la riduzione dei costi e per questa via aumentare la competitività aziendale.

La competitività di un sistema di imprese si basa, invece, sulla capacità di pianificare lo sviluppo, di garantire un flusso continuo di innovazione che deve nascere inevitabilmente dalle competenze dei lavoratori e degli imprenditori e dalle diverse conoscenze di cui ciascun soggetto, sia esso un'azienda, un'associazione, un ente economico o un'istituzione, è portatore.
In altre parole il processo di innovazione in un'area di Pmi coinvolge ed include cambiamenti nell'assetto organizzativo delle imprese e dell'intero territorio. Questo discende dalla natura complessa e interattiva del processo di innovazione che, così come risulta dalle recenti indagini Censis sull'argomento, è determinato in buona parte dall'interazione del network di imprese con il sistema sociale e con la rete istituzionale.
Non è sufficiente la spinta che viene dalle imprese leader del settore, ma è necessario un coinvolgimento più ampio dei soggetti che operano nel territorio. In questa prospettiva con l'indagine sulle piccole e medie imprese della provincia di Macerata, il progetto SPRINT ha inteso, innanzitutto, verificare le dinamiche relazionali nel sistema produttivo locale, la propensione all'uso di ICT e i fabbisogni formativi e informativi aziendali.

L'analisi dei risultati ha consentito così di ricostruire le caratteristiche del tessuto micro-imprenditoriale locale e di disporre di informazioni relative ai principali fabbisogni informativi e consulenziali nelle imprese manifatturiere del distretto maceratese. Una domanda prevalentemente concentrata sui servizi tradizionali di tipo amministrativo finanziario e giuridico a cui rispondono, sul lato dell'offerta, liberi professionisti e studi associati.
I risultati dell'indagine evidenziano dunque uno spazio d'azione per l'offerta di servizi innovativi da parte dei soggetti intermedi permettendo di identificare i bisogni delle aziende in termini di formazione-informazione-consulenza e di ipotizzare diverse modalità di erogazione basate sulle nuove tecnologie.
In primo luogo, la risposta ai fabbisogni di natura informativa attiva all'interno del territorio nuovi flussi comunicativi, questi creano o rafforzano a loro volta reti di collaborazione tra le imprese e tra queste e i soggetti che erogano notizie utili allo svolgimento delle attività aziendali.

Assume per tanto un'importanza strategica per i soggetti istituzionali il saper rispondere repentinamente alla domanda potenziale di servizi innovativi a cui una parte consistente delle imprese interpellate ha dato voce: un'azienda su tre mostra interesse per le soluzioni informatiche per la fidelizzazione della clientela ed una percentuale non marginale degli intervistati ritiene utili i servizi per la certificazione di qualità per le problematiche ambientali e per la selezione del personale.
Per ciò che riguarda nello specifico le tematiche di interesse per le imprese è possibile attraverso l'indagine evidenziare una serie di contenuti di cui queste necessitano:

  • Legislazione vigente sui mercati esteri di destinazione e nuovi mercati di destinazione;
  • Offerta di nuove competenze e profili professionali;
  • Modalità di accesso a finanziamenti pubblici;
  • Innovazione tecnologica;
  • Problemi ambientali;
  • Formazione professionale.

Vi è infine un insieme di informazioni e servizi relativi all'area della promozione, della commercializzazione e del marketing per cui il ruolo della rete istituzionale e dei soggetti economici non è quello di risposta ai bisogni, ma di stimolo per la nascita della domanda.
In linea con le considerazioni fatte sulla natura stessa dell'innovazione nei distretti la risposta alle esigenze espresse dalle imprese coinvolte nell'indagine dovrà venire non da un unico soggetto ma da un sistema di relazioni tra enti locali, camera di commercio, università, parti sociali, associazioni datoriali, organismi rappresentativi dei distretti locali, ed altri soggetti attivi sul piano delle promozione dello sviluppo locale e dell'offerta di servizi alle imprese. Solo in tal caso l'uso di piattaforme telematiche si mostra un efficace mezzo per facilitare i flussi informativi ed integrare le diverse risorse conoscitive e operative sul territorio provinciale per la promozione e la crescita del sistema di impresa locale. Sebbene siano infatti molte le difficoltà di fronte cui si trovano gli imprenditori nelle scelte relative alle tecnologie di rete e nonostante siano ancora poco sviluppate le capacità di utilizzo di queste, alla rete Internet è riconosciuta dalle aziende interpellate la capacità di veicolare ed offrire servizi. Gli imprenditori si mostrano cioè consapevoli delle opportunità legate alla telematica per la fruizione dei servizi. Ed è così che la messa a punto di una piattaforma tecnologica per l'interscambio di informazioni e per l'offerta di servizi on line nella provincia di Macerata per essere in grado di agire sulla competitività delle imprese e per attivare reali processi di innovazione nei territori distrettuali dovrà attivare processi più complessi quali:

  • la valorizzazione delle risorse umane;
  • l'incoraggiamento all'avvio di collaborazioni interaziendali;
  • lo stimolo all'apertura a reti di conoscenza esterne al territorio;
  • la diffusione di una cultura dell'apprendimento che sia interattivo e continuo.


15 Marzo 2003




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