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Un matrimonio riuscito ma la città digitale cerca ancora la qualità

Internet e Comuni

La grande corsa nel web della pubblica amministrazione ha creato un vero fenomeno di saturazione. Il rischio però è quello di dimenticare la missione di servizio. Come dimostra l’ultima indagine.

di Paolo Subioli

Internet e Comuni

Dopo aver tanto faticato a guadagnare una propria legittimazione all’interno degli Enti pubblici, la rete Internet si ritrova oggi fin troppo “istituzionalizzata”, al punto che non riesce più a dispiegare pienamente il proprio potenziale in termini di relazionalità, e conseguentemente a dare ai cittadini servizi di comunicazione realmente efficienti. E’ questo il quadro un po’ paradossale che emerge dall’analisi che la RUR e il Censis annualmente ci offrono sulla telematica degli enti locali (le “Città digitali”), quest’anno realizzata in collaborazione con il Formez ed il Dipartimento della Funzione Pubblica.

L’indagine è l’unica del suo genere compiuta con una metodologia completa e rigorosa (quasi 600 siti vengono analizzati utilizzando un centinaio di indicatori diversi, aggiornati ogni anno) e ci ha consentito, nel corso dei suoi 7 anni di vita, di seguire passo passo l’evoluzione dell’e-goverment nel nostro Paese, sin da quando ad utilizzare Internet non era che un pugno di Comuni in vena di sperimentazioni. I vari rapporti annuali ci hanno raccontato il progressivo estendersi del fenomeno, sino all’attuale saturazione, in termini quantitativi: il sito web istituzionale è infatti oggi presente nel 100% delle Regioni e delle Province e soltanto uno dei Comuni capoluogo (Agrigento) ne è privo.

La RUR ci può quindi parlare delle Città digitali con la famigliarità di chi descrive qualcuno che conosce sin dalla nascita, ed è questo lo spirito con cui quest’anno ci presenta una ricostruzione della loro storia, descritta come una progressiva evoluzione avvenuta in tre fasi.

  1. Una prima fase “carismatica” ha visto la nascita della telematica istituzionale attorno al fenomeno delle Reti civiche, sorte non come atti di governo degli amministratori pubblici, ma come iniziative di singoli innovatori, il cui impegno e perseveranza erano riconducibili più all’alveo del volontariato che a quello della pratica professionale. Attorno al sito della città digitale, si condensavano le iniziative delle diverse soggettualità locali: l’Ente istituzionale, la camera di commercio e l’università.
  2. La seconda fase è stata caratterizzata dalla “istituzionalizzazione” del sito Internet, fino a diventare uno dei principali canali di comunicazione dell’Ente locale. Grazie alle iniziative legate alla telematica, si avvia un processo di modernizzazione e innovazione del governo pubblico. Gli aspetti relazionali e partecipativi passano in secondo piano. Nel frattempo si registra un allargamento del fenomeno, che tendenzialmente interessa la totalità degli Enti locali.
  3. La terza fase è detta della “professionalizzazione”, poiché è caratterizzata dalla ricerca di soluzioni che consentano di attivare servizi on line più sofisticati, in grado di incidere direttamente sui procedimenti amministrativi, consentendo alle famiglie ed alle aziende di effettuare le pratiche di proprio interesse direttamente on line. Il baricentro, in questa fase, è di nuovo spostato sulla cooperazione tra attori locali diversi, necessaria per rendere operativi dei veri e propri servizi transazionali.

Il passaggio a questa terza fase è, per la verità, piuttosto faticoso, come ci dimostra il numero veramente esiguo di veri servizi on line disponibili. Il Governo si è posto obiettivi ambiziosi, su questo fronte, puntando al traguardo di avere completamente on line, entro la fine della legislatura, 12 servizi ritenuti prioritari. I ricercatori sono andati a cercarli, ricavando un bottino assai magro: l’ICI è il servizio più diffuso tra quelli con la possibilità di effettuare la transazione, e interessa solo il 17,6% dei Comuni capoluogo. Per il resto, solo altri 5 servizi hanno una certa quota di Comuni in grado di effettuare la transazione on line, ma non si va mai oltre il 4,9%.

La priorità del momento è quindi quella di portare on line i servizi della Pubblica Amministrazione, “professionalizzando” ancora di più i siti Web e le strutture che se ne occupano. Di fronte a questa esigenza, gli Enti locali non rimangono a guardare, ed anzi escogitano le soluzioni più varie, come del resto è successo sin dall’inizio in questo settore. Una delle strade più seguite è quella di creare dei siti specializzati, dei “portali” dove far confluire i servizi on line. Ma la complessità di gestione di tali siti, difficilmente alla portata di un Ente locale, ha spinto diverse realtà a sconfinare verso il settore privato: chi creando delle società ad hoc, seppure a maggioranza pubblica, chi stringendo delle partnership con le aziende di servizi pubblici (che nella maggioranza dei casi sono di proprietà comunale), chi ancora mettendosi in società direttamente con imprese private.

Assistiamo quindi ad una specializzazione nella gestione dei siti a livello locale: da un lato la funzione istituzionale (sempre appannaggio dell’Ente locale), dall’altro quella di servizio, che in alcuni casi – come quello della riscossione dei tributi locali – è gestita direttamente da un soggetto esterno, come l’istituto di credito concessionario per i tributi. Anche la funzione relazionale - che si sostanzia nell’attivazione di strumenti di comunicazione orizzontale, di dibattito, di dialogo amministratori cittadini, di ascolto – tende a rimanere al di fuori dell’alveo istituzionale. Questo significa che, in qualche modo, si è invertita la tendenza degli ultimi anni, che vedeva un accentramento verso l’Ente locale delle diverse funzioni legate alla telematica. Ma la partita è ancora incerta, e infatti non sappiamo come andrà a finire: assisteremo ad una differenziazione dei ruoli, con una pluralità di soggetti locali, ciascuno a svolgere il proprio ruolo rispetto alle tre diverse polarità (relazionale, istituzionale, di servizi), oppure le diverse funzioni verranno gestite in maniera unitaria, da un unico soggetto che, inevitabilmente coinciderà con l’ente locale?

I Comuni si trovano dunque stretti tra una richiesta di maggiore sviluppo della componente relazionale (da mettere anche in relazione con le sempre più diffuse pratiche di customer satisfaction) e la necessità di soddisfare le esigenze più pratiche di cittadini ed aziende, mettendo a disposizione veri servizi on line. Quello che perciò serve è di utilizzare maggiormente la rete per quello che è, ovvero un sistema di relazioni, attraverso il quale sviluppare forme di collaborazione e condivisione di risorse, dal momento che la maggior parte dei procedimenti amministrativi coinvolge più Enti e livelli istituzionali. Il recente Avviso per l’e-government potrà contribuire positivamente, in tal senso, dal momento che la gran parte dei progetti che verranno finanziati prevede la partecipazione di più Enti, nell’ottica della collaborazione inter-istituzionale.

Le reti civiche nella prima metà degli anni ’90 e l’attuale processo di e-government a livello locale
L'esperienza delle reti civicheL'esperienza dei siti istituzionali

Nascita: prima metà degli anni '90

Nascita: seconda metà degli anni '90

Ispirate all'esperienza americana di telematica civicaEvoluzione delle "reti civiche" di promozione istituzionale
Soggetto promotore: cittadini, associazioni o istituzioni locali con un coinvolgimento "dal basso"Soggetto promotore: istituzione locale. Coinvolgimento "dall'alto"
Obiettivo: garantire a tutti accesso universale, partecipazione alla vita collettiva, riconoscimento delle proprie opinioni, in un contesto di comunicazione multidirezionale Obiettivo: offrire accesso universale alla PA attraverso nuovi strumenti, snellire le procedure interne, interconnettere le amministrazioni e i loro settori, semplificare e "personalizzare" le relazioni tra cittadino e PA
Rete = nuova trama di dialoghi per costruire un rapporto fra soggetti con medesimi interessi in un contesto localeRete = canale diffuso per la comunicazione con il cittadino, il collegamento e lo scambio interamministrativo
Focus: attenzione ai contenuti e ai modi d'uso delle nuove tecnologie, a ciò che la rete dovrebbe veicolare e alle dinamiche d'interazione innescate Focus: forme e soluzioni innovative per l'uso di Internet e della multicanalità nel nuovo contesto del governo elettronico
Prevalenza di una logica di relazionePrevalenza di una logica di servizio

Fonte: indagine Rur, Dipartimento della Funzione Pubblica, Formez e Censis, 2002


Presenza e livello di interazione del servizio on line relativo al pagamento dell'ICI a giugno 2002 (v.a. e val.%)
v.a.%

Assenza di informazioni

2120,4
Presenza di informazioni3029,2
Interazione one way (ad es. download modulistica) 2019,4
Interazione two way (ad es. calcolo ICI on line) 2120,4
Pagamento on line su sito esterno 76,8
Pagmento on line sullo stesso sito comunale43,8

Fonte: indagine Rur, Dipartimento della Funzione Pubblica, Formez e Censis, 2002

Articolo pubblicato in: Guida agli Enti locali - Il Sole-24 Ore, n. 10, 15 marzo 2003



15 Marzo 2003




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