Internet e la sfida della banda larga
La rincorsa allo sviluppo tecnologico nella Pubblica Amministrazione non ha colmato il divario tra le diverse aree del Paese. La partita decisiva si gioca con le infrastrutture telematiche avanzate e con la banda larga.
di Paolo Subioli

Fino a qualche anno fa, era ancora possibile credere che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, a causa del loro basso costo d’introduzione, potessero contribuire in maniera significativa a colmare il divario di sviluppo tra le diverse aree del nostro Paese. Oggi possiamo dire che non è andata così, e che anzi la disponibilità di infrastrutture telematiche avanzate si sta aggiungendo agli altri indicatori, quale misura del gap che separa le regioni del Nord da quelle del Sud, ma anche i maggiori agglomerati urbani dalle aree a bassa densità abitativa. Lo ha messo chiaramente in evidenza una recente indagine su “La banda larga nelle regioni italiane” realizzata da Between, ed inclusa nel “1° Rapporto sull’innovazione nelle regioni d’Italia”, pubblicato nell’ambito del progetto “Centri Regionali di Competenza per l’e-government e la società dell’informazione”. Il Rapporto, voluto dallo stesso Governo, ci ha restituito un’immagine cruda della disponibilità di banda larga nel nostro territorio, la quale interpella direttamente le istituzioni affinché si facciano carico di una situazione che, se lasciata al solo mercato, non farebbe altro che aggravare uno dei problemi storici del nostro Paese - quello del divario Nord-Sud - soprattutto se si tiene conto del fatto che alle reti per il trasporto dei dati sono connesse dinamiche del tutto simili a quelle delle altre infrastrutture, in quanto a capacità di condizionare sviluppo economico e trasformazioni sociali.
E’ però indispensabile chiedersi se serva veramente a qualcosa, la banda larga, e a che cosa. Poiché i miti tecnologici dell’era Internet ci hanno ormai assuefatto alla rincorsa continua di novità e di prestazioni sempre maggiori, spesso senza tenere conto della reale utilità delle innovazioni, anzi producendo, in molti casi, sovrabbondanza di servizi non richiesti. Oggi, con le offerte di connettività a banda larga che si stanno pian piano diffondendo tra le imprese e le famiglie, si può cominciare a fare opera di discernimento, per capire cosa cambierebbe veramente se la “Internet veloce” fosse largamente disponibile in tutto il Paese.
Per le imprese, innanzi tutto, c’è la prospettiva della videoconferenza, una tecnologia che renderebbe davvero fattibile il ricorso a forme avanzate di telelavoro, di delocalizzazione delle attività e di collaborazione tra postazioni di lavoro remote, secondo il paradigma della impresa a rete. Non si pensi ai tanti interventi in videoconferenza che ammorbano i convegni con trasmissioni video incomprensibili, precedute da interminabili attese. Se si dispone di attrezzature adeguate, e di vere connessioni in banda larga, una riunione in videoconferenza tra due sedi distanti diventa una efficientissima riunione virtuale. La stessa tecnologia risulta naturalmente utile anche per gli Enti pubblici, per gli stessi usi, ma anche per casi particolari, come i teleconsulti medici.
La medicina è infatti un altro tra i campi d’applicazione più promettenti, soprattutto perché la chiarezza delle immagini in tempo reale - quando non addirittura la disponibilità di macchinari tele-comandabili - rende possibile il ricorso agli specialisti senza che questi si debbano ogni volta muovere di persona. La banda larga associata alla firma digitale, inoltre, potrà consentire ai medici di famiglia di richiedere on line esami diagnostici e poi consultare ugualmente a distanza i relativi referti. Se si tratta certamente di una prospettiva fantascientifica per la maggior parte delle ASL, si deve considerare che già oggi ci sono molte strutture sanitarie pubbliche in grado di produrre referti in formato digitale.
Ma, secondo l’opinione degli esperti, siamo ormai arrivati al punto che la banda larga serve semplicemente ad utilizzare Internet in maniera efficiente. I contenuti multimediali del Web, infatti, con una semplice connessione via modem, tramite la linea telefonica, comportano attese interminabili, durante le quali è più facile addormentarsi che appassionarsi all’uso delle tecnologie interattive, e certamente in queste condizioni l’ascesa di Internet come mezzo di comunicazione universale non potrà essere di certo irresistibile, con conseguente ritardo nello sviluppo tout-court dell’intero Paese.
Va naturalmente considerata implicita l’estensione di tale considerazione all’e-Government: chi potrebbe mai pensare, difatti, che i vari delicati passaggi del flusso comunicativo legato ai procedimenti amministrativi possano essere gestiti effettuando ogni volta il collegamento tramite una telefonata, pregando poi che non ci sia nessuna interruzione?
La banda larga è dunque la prossima frontiera nel processo evolutivo di Internet, e in quanto tale assume i caratteri dell’attualità, se non addirittura della priorità, quale fattore di sviluppo locale.
Regioni ed Enti locali possono far molto in questo settore, per correggere all’interno dei propri territori gli squilibri connaturati al mercato, che di per sé tende ad emarginare le zone meno densamente popolate. La Provincia di Pisa, ad esempio, è particolarmente all’avanguardia, poiché ha deciso di utilizzare il Piano territoriale di coordinamento (PTC), che è lo strumento di programmazione tipico dell’Amministrazione provinciale, per includervi anche un programma di cablaggio. Il programma a cui si sta lavorando include il disegno di grandi dorsali, l’individuazione delle caratteristiche della rete, ed alcune nuove regole, come quella che imporrebbe la posa di canalizzazioni per la fibra ottica per ogni scavo di una certa entità. Quello dello scavo è uno dei maggiori problemi, per i forti costi ed i disagi che porta, ed è pertanto l’ambito su cui gli Enti possono incidere maggiormente, affrontandolo con lungimiranza, oculatezza ed equità di trattamento tra i vari attori economici.
Un approccio radicale (anche nel dispiego di risorse) è quello adottato dalla Regione Autonoma Valle d’Aosta, tra le più sfavorite dal punto di vista orografico. Il programma VINCES (Valle d’Aosta Internet Network for Community, Enterprise, Schools) - promosso dalla Regione Autonoma con il contributo del Fondo europeo di sviluppo regionale e della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino - sta portando sul territorio un’infrastruttura telematica all’avanguardia, per consentire di accedere alla Rete tramite banda larga in gran parte della regione. Il programma sfrutta il collegamento satellitare bidirezionale (VSAT) per distribuirne i benefici tramite punti dislocati sul territorio, in base a due distinte tipologie:
- quattro e-Center (di cui uno già realizzato), destinati ad aziende e scuole; ubicati presso le “pépinières d’entereprises” (incubatori d’impresa) e le istituzioni scolastiche, offriranno postazioni informatiche avanzate per la teleformazione, la videoconferenza e l’accesso a risorse di rete locale con tecnologia wireless;
- dieci Isole Polifunzionali dislocate sul territorio, soprattutto nelle aree meno raggiungibili, con lo scopo di mettere a disposizione di ogni cittadino postazioni di accesso ad Internet con tecnologie avanzate, satellitari e wireless; nelle Isole il cittadino può portarsi il proprio PC portatile, oppure usare le postazioni esistenti; alcune Isole sono sef-service, altre sono presidiate da operatori specializzati.
Banda larga: glossario essenziale
- ADSL
Tecnologia che consente di raggiungere alte velocità con un collegamento telefonico standard, grazie alla asimmetria del collegamento: ad alta velocità in entrata e bassa in uscita. Richiede una centrale telefonica attrezzata ad hoc. - Backbone
Reti in fibra ottica a lunga distanza che collegano le città o i grandi centri urbani. - Banda larga
Termine che comprende la connettività Internet ad alta velocità (per lo meno 300 Kb/s, ma si comincia ormai a considerare come soglia minima i 2 Mb/s), ottenibile con varie tecnologie. - Dorsale
Termine italiano equivalente di “backbone”. - Fibra ottica
Tecnologia che consente di trasmettere grandi quantità di dati, grazie alla posa di particolari cavi costituiti da sottilissime fibre di vetro. - HDSL
Tecnologia di trasmissione ad alta velocità (da 1544 Mb/s a 2048 Mb/s) che utilizza linee telefoniche ordinarie per la trasmissione dati. Necessità dell'installazione di una doppia linea, cioè di due doppini telefonici. Non consente l'uso contemporaneo della linea per la trasmissione telefonica standard. - ISDN
Integrated Services Digital Network. Rete telefonica digitale per voce e dati che consente velocità di trasmissione a 128 Kb/s. - MAN
Reti in fibra ottica realizzate nelle città per consentire l’offerta di servizi di trasporto e accesso al cliente finale. - SATELLITE
Un satellite digitale consente di ricevere, grazie a un'antenna e un modem, contenuti con velocità fino a 2 milioni di bit al secondo. - XDSL
X Digital Subscriber Line (linea di accesso digitale). La x indica le varie configurazioni della tecnologia DSL, ad esempio ADSL, HDSL, RADSL, UADSL, UDSL, VDSL. Tecnologie per la trasmissione digitale a banda larga dei dati tramite la consueta rete di accesso con cavi di rame. - WAN
Reti in fibra ottica realizzate per distribuire la connettività Internet sul territorio. - WI-FI
Tecnologia recente che permette di far dialogare e di collegarsi alla Rete ad alta velocità (11 Mb/s) dispositivi senza fili (wireless) entro 50 m di diametro in un ambiente chiuso. Già presente in molti aeroporti, si sta diffondendo molto rapidamente in alberghi ed altri locali pubblici.
Pubblicato in: Guida agli Enti locali-Il Sole-24 Ore, n. 29, 26 luglio 2003.
26 Luglio 2003
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